Prima di decidere
Una seconda opinione, prima di farsi operare
La seconda opinione è la valutazione del suo caso da parte di un altro specialista, quando ha già una diagnosi o le è già stato proposto un intervento. Funziona così: mi invia referti e immagini, li studio, e ne parliamo — in videochiamata o in ambulatorio. Chiederla non è sfiducia verso il suo medico: davanti a una decisione chirurgica, è prudenza.
Quando ha senso chiederla
- Le hanno proposto un intervento e vuole essere sicuro che sia la scelta giusta — o quella giustaadesso.
- Ha ricevuto due pareri diversi e non sa a quale affidarsi.
- Le hanno prospettato tecniche diverseper lo stesso problema e vuole capire le differenze per il suo caso.
- È già stato operato altrove e i disturbi persistono: vuole capire cosa sta succedendo e quali opzioni restano.
E una cosa che dico sempre: se il parere che ha già ricevuto è corretto, glielo dirò. Una seconda opinione seria serve a confermare le buone indicazioni almeno quanto a rivedere quelle discutibili.
Come funziona: tre passi
1. Mi scrive
Mi contatta su WhatsApp e mi racconta in poche righe la situazione: che diagnosi ha ricevuto, che intervento le è stato proposto, da quanto tempo ha il problema.
2. Mi invia la documentazione
Referti di visite precedenti, radiografie, risonanze, TAC: vanno bene anche le foto dei referti e delle immagini scattate col telefono, direttamente su WhatsApp. Se il materiale è voluminoso, concordiamo il modo più semplice per farmelo avere.
3. Ne parliamo
Studio il suo caso e fissiamo un colloquio: in videochiamata o, se preferisce, in uno dei miei ambulatori a Milano, Roma o Napoli. Le spiego come leggo la sua situazione, cosa farei io e perché — comprese le cose su cui non è possibile essere certi.
Cosa posso dirle a distanza — e cosa no
Qui devo essere onesto, perché è la parte che conta.
A distanza posso: leggere referti e immagini con occhio specialistico, dirle se l'indicazione che ha ricevuto mi convince, prospettarle le alternative ragionevoli, aiutarla a capire quali domande fare.
A distanza non posso: esaminare il piede dal vivo — palparlo, testarne stabilità e mobilità, osservare come appoggia e come cammina. Per questo, se dal colloquio emergesse un'indicazione chirurgica, la decisione definitiva passa sempre da una visita in presenza. Un chirurgo che le conferma un intervento senza averla mai toccata le sta dando un parere a metà, anche se non glielo dice.
Domande frequenti
Posso mandare le lastre su WhatsApp?
Sì. Per una prima valutazione bastano fotografie nitide dei referti e delle immagini (anche scattate al monitor o al negativoscopio). Gli originali o il CD serviranno se poi ci vediamo in visita.
Quanto costa una seconda opinione?
Per la seconda opinione si applica la tariffa della prima visita, 150 €.
In quanto tempo riceverò il parere?
Dipende dalla complessità del caso e dalla completezza della documentazione: quando mi scrive, le do subito un'indicazione realistica dei tempi.
Rispondo di norma in giornata, salvo quando sono in sala operatoria.
E se il suo parere fosse diverso da quello del mio medico?
Glielo spiego, con le ragioni. Poi la decisione resta sua: il mio compito è darle gli elementi per prenderla, non prenderla al posto suo.
Una decisione chirurgica merita un confronto.
Mi mandi la documentazione che ha: la esamino e le dico cosa ne penso, con franchezza.