Neuroma di Morton

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La storia del neuroma interdigitale, meglio conosciuto come neuroma di Morton, è piuttosto lunga e articolata.

La condizione fu descritta per la prima volta nel 1845 dal chirurgo della regina d’Inghilterra Lewis Durlacher.

Nel 1876 T.G. Morton ha sospettato che il problema fosse legato alla presenza di un neuroma, o di qualche tipo di ipertrofia dei rami digitali del nervo plantare laterale al livello della quarta articolazione metatarso-falangea.

Le moderne conoscenze biomeccaniche e anatomo-patologiche ci portano a considerare il neuroma interdigitale come un’entità clinica dolorosa che coinvolge il nervo digitale comune, piuttosto che un neuroma in senso stretto.

Si tratta quindi di una “metatarsalgia neurogena”, causata cioè dalla alterazione anatomica o funzionale di uno o più nervi ed è una patologia nettamente distinta dalla metatarsalgia biomeccanica.

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Diagnosi

Il sintomo più comune di un neuroma interdigitale è il dolore localizzato a livello del terzo e quarto dito.

Il dolore solitamente si manifesta come bruciore, è lancinante, e può anche presentarsi come formicolio o sensazione di scossa elettrica in circa il 60% dei casi.

Il complesso dei sintomi è aggravato dalle attività sul piede, e il più delle volte il dolore si verifica quando il paziente indossa una scarpa con una punta stretta.

Questo dolore è spesso alleviato rimuovendo la scarpa e sfregando l’avampiede.

A volte, indossando una scarpa ampia, morbida, da camminata o da jogging, si ha una riduzione significativa del complesso dei sintomi.

Il complesso di sintomi della metatarsalgia neurogena sono molto simili ai sintomi della metatarsalgia biomeccanica.

La diagnosi è fondamentalmente clinica.

Una volta esclusa la presenza di patologie molto più comuni, come ad esempio l’alluce rigido e l’alluce valgo, che possono determinare una metatarsalgia biomeccanica, attraverso la raccolta dell’anamnesi (la “storia” e la descrizione dei sintomi del paziente) e la visita specialistica, il chirurgo è spesso già in grado di formulare una diagnosi.

Non sono utili studi di elettrodiagnostica, a meno che non si sospetti una neuropatia periferica.

Le radiografie, eseguite in carico, sono utili per identificare una patologia ossea o articolare.

La risonanza magnetica (MRI) può essere utile in alcuni casi per escludere altre patologie, ma non è sufficiente per stabilire la diagnosi.

Allo stesso modo, l’ecografia può essere utile in alcune situazioni, ma il tasso di falsi positivi e negativi è troppo alto.

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Trattamento del Neuroma di Morton

L’ablazione con radiofrequenza e le iniezioni di alcool sono state proposte come metodi meno traumatici, più conservativi nel trattamento dei neuromi.

Occasionalmente, i risultati fisici del dolore, localizzato nell’interspazio coinvolto, migliorano, ma la maggior parte dei pazienti continua ad avere sintomi e, con il passare del tempo, si rende necessaria l’escissione del neuroma.

L’intervento viene eseguito con una anestesia periferica, nella quale viene anestetizzata la porzione compresa tra il ginocchio e il piede.

Attraverso una piccola incisione sul dorso del piede, viene asportata la porzione di nervo interessata dal processo patologico.

L’intervento, che solitamente è eseguito in regime di Day Surgery (il paziente entra in ospedale al mattino ed torna a casa nel tardo pomeriggio), permette un rapido recupero e una deambulazione immediata, indossando una comune calzatura comoda.

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Ritorno alle attività

La rimozione dei punti avviene dopo 2 settimane dall’intervento chirurgico.

A distanza di circa 6 dall’intervento il/la paziente può tornare ad indossare una normale calzatura e ritornare a svolgere le normali attività fisiche e lavorative.

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