Metatarsalgia

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Con il termine di metatarsalgia si indicano una serie di patologie che hanno un denominatore comune, il dolore a livello dei metatarsi, ovvero 5 ossa lunghe e sottili posizionate in prossimità delle dita del piede.

La porzione più spesso interessata da processi patologici è la testa del metatarso, cioè la parte dell’osso che si articola con le dita.

Esistono molteplici patologie che possono causare una metatarsalgia, ma le più comuni sono:

  • la metatarsalgia biomeccanica;
  • il neuroma di Morton.

Per metatarsalgia biomeccanica si intende una patologia da sovraccarico che colpisce i metatarsi. La metatarsalgia biomeccanica è dovuta principalmente ad una patologia a carico dell’alluce, in particolare dell’alluce valgo (più frequente nel genere femminile) e dell’alluce rigido (più frequente nel genere maschile).

L’alterazione della funzionalità dell’alluce, associata ad altri fattori quali il sovrappeso, i microtraumi ripetuti in seguito ad attività sportive o professionali, l’utilizzo prolungato di scarpe antinfortunistica, posso determinare un sovraccarico funzionale e, quindi, dolore.

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Diagnosi

Per una precisa definizione delle cause della metatarsalgia risultano fondamentali una visita specialistica ed una radiografia del piede in carico.

Spesso, allo specialista di chirurgia del piede e della caviglia bastano pochi passi per effettuare la diagnosi.

La modalità con cui più frequentemente si manifesta una metatarsalgia da sovraccarico è rappresentato dalla formazione di ipercheratosi (i comuni calli).

Una radiografia di entrambi i piedi, eseguita in ortostatismo (cioè in piedi), risulta l’esame più accurato per il chirurgo, in quanto è proprio in ortostatismo che il piede svolge le proprie funzioni ed è in ortostatismo che il paziente avverte dolore.

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Trattamento

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Il trattamento della metatarsalgia biomeccanica varia a seconda delle cause che lo provocano.

Il trattamento conservativo, nelle fasi iniziali, può determinare una regressione, completa o incompleta, della sintomatologia dolorosa, in particolare in caso di metatarsalgie causate da un sovraccarico (legato ad attività sportive o lavorative).

Un plantare confezionato su misura, che permetta di scaricare le teste dei metatarsi interessati, può rappresentare una soluzione valida.

Il trattamento chirurgico, invece, prevede la correzione delle cause stesse della metatarsalgia.

Attraverso il semplice esame radiografico, eseguito in carico, il chirurgo valuterà la presenza di patologie a carico dell’alluce e definirà la cosiddetta “formula metatarsale”, ovvero la lunghezza ideale reciproca dei metatarsi, descritta dal collega francese Maestro.

L’intervento chirurgico si basa sulla correzione della formula metatarsale, oltre alla eventuale correzione delle patologie a carico dell’alluce.

Attualmente le tecniche chirurgiche hanno subìto una evoluzione importante, a partire dall’anestesia.

L’anestesia spinale e quella generale hanno lasciato il posto ad una anestesia periferica, nella quale, tramite una puntura eseguita dietro il ginocchio, viene anestetizzata solo la parte compresa tra il ginocchio ed il piede.

Le tecniche chirurgiche attualmente disponibili si dividono in:

  • tecnica mininvasiva;
  • tecnica BOAT (best of all techniques);
  • tecniche miste.

La scelta della tecnica più adeguata sarà effettuata dal chirurgo e dal paziente durante la visita specialistica.

L’intervento viene eseguito generalmente in Day Surgery: il paziente entra in ospedale al mattino e torna a casa la sera stessa.

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Ritorno alle attività

Dal giorno successivo all’intervento, quando la sensibilità è completamente recuperata, il paziente può camminare appoggiando completamente il piede, con l’ausilio di una scarpa post-operatoria piana specifica per questo tipo di chirurgia.

Il primo controllo viene effettuato entro 15 giorni circa dall’intervento chirurgico.

Durante questo controllo vengono rimossi i punti di sutura e viene eseguito un secondo bendaggio.

A 4 settimane circa dall’intervento viene eseguito un secondo controllo, durante il quale vengono rimossi tutti i bendaggi ed il paziente può tornare a caricare senza alcun ausilio indossando un paio di scarpe comode.

In questa fase il paziente può tornare a guidare. Il completo recupero avviene generalmente a 2/3 mesi di distanza dall’intervento chirurgico.

Il paziente può tornare a praticare attività sportive da contatto entro 3-4 mesi.

La riabilitazione al passo in acqua o idrokinesiterapia, può aiutare il paziente a recuperare più rapidamente.

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