La distorsione di caviglia

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Le distorsioni laterali della caviglia sono una delle lesioni più comuni negli sportivi; ogni giorno, circa 10.000 traumi distorsivi di caviglia avvengono in Italia.

Il complesso legamentoso laterale della caviglia è costituito da tre legamenti:

  • peroneo-astragalico anteriore;
  • peroneo-calcaneare;
  • peroneo-astragalico posteriore.

A differenza dei legamenti del ginocchio, nel quale i legamenti si trovano al centro dell’articolazione, nella caviglia questi tre legamenti sono posizionati alla “periferia” dell’articolazione, appena al di fuori di essa.

È per questo motivo che sono più soggetti a lesionarsi rispetto, ad esempio, al legamento crociato anteriore (LCA) nel ginocchio.

Tuttavia, mentre una lesione del LCA conduce spesso ad una instabilità che richiede una soluzione chirurgica, nella caviglia questo accade più raramente.

Il legamento più comunemente coinvolto è il peroneo-astragalico anteriore. La seconda lesione più comune è una rottura combinata del peroneo-astragalico anteriore e del legamento peroneo-calcaneare.

Le lesioni combinate possono talvolta determinare una instabilità di caviglia.

Durante un trauma distorsivo di caviglia, oltre ai legamenti possono essere coinvolte altre strutture: i tendini peronieri possono subire lacerazioni (come nel caso del calciatore del Real Madrid Gareth Bale), può subire un danno la cartilagine dell’astragalo (fino ad una lesione osteocondrale, come nel caso del campione del Milan Marco Van Basten) o, in alcuni casi, si possono avere vere e proprie fratture, in particolare a carico del malleoli e del processo laterale dell’astragalo, nota come frattura dello snowboarder.

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Diagnosi

Il paziente descrive spesso la distorsione di caviglia come una sensazione di lacerazione e talvolta un rumore udibile; spesso ricorda solo il dolore e la perdita di supporto senza ricordare il meccanismo preciso del trauma.

Gonfiore e dolore si verificano immediatamente dopo la lesione.

Spesso il paziente si reca in Pronto Soccorso a causa del dolore e del gonfiore.

Una radiografia del piede è fondamentale in caso di sospetto per escludere una frattura.

Lo specialista del piede e della caviglia viene spesso consultato per i postumi del trauma distorsivo.

Infatti, in caso di lesione importante del complesso legamentoso laterale della caviglia, il paziente può impiegare anche 2/3 mesi per recuperare completamente.

Per decidere il percorso terapeutico del paziente, lo specialista si basa sulla sintomatologia clinica e su una radiografia del piede in carico per valutare la presenza di deformità, come un piede cavo, che possono predisporre ad una instabilità cronica.

Risonanza magnetica (RM) e tomografia computerizzata (TC) sono indagini di secondo livello, utili per determinare la eventuale presenza di una lesione osteocondrale dell’astragalo, di lesioni dei tendini peronieri o in caso di instabilità legamentosa.

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Trattamento conservativo

Il trattamento di una distorsione di caviglia è spesso conservativo.

Nel periodo immediatamente successivo al trauma viene applicato il cosiddetto protocollo RICE, un acronimo che sta ad indicare:

  • REST (riposo);
  • ICE (ghiaccio);
  • COMPRESSION (compressione);
  • ELEVATION (elevazione).

Lo scopo di questo protocollo è quello di diminuire il gonfiore in una prima fase.

Per facilitare un rapido recupero da un trauma distorsivo possono essere utili la Tecarterapia, l’idrokinesiterapia e l’uso di antinfiammatori.

Nelle fasi successive una corretta riabilitazione è fondamentale per prevenire nuovi traumi distorsivi.

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Trattamento chirurgico

Ove l’instabilità cronica, la lesione osteocondrale dell’astragalo sintomatiche, non rispondano ai trattamenti conservativi, la soluzione può essere chirurgica.

Le moderne tecniche consentono tempi di recuperi più rapidi e minore invasività.

Il team con cui lavoro è stato il primo al mondo a descrivere una tecnica di ricostruzione della cartilagine con tecnica AMIC artroscopica.

Si tratta di una tecnica che, attraverso l’uso di una membrana, posizionata per via artroscopica sulla lesione osteocondrale, consente la formazione di una cartilagine articolare molto simile alla cartilagine nativa, con ritorno alle attività sportive al livello precedente all’infortunio in oltre l’85% dei casi.

In caso di instabilità legamentosa laterale cronica, tramite 4 piccole incisioni (inferiori al centimetro), e l’utilizzo di un tendine prelevato dal ginocchio del paziente, si ricostruiscono i legamenti interessati.

In caso di deformità associate, come ad esempio un piede cavo, il chirurgo valuterà la necessità di correggere la deformità che può essere causa della instabilità.

Una volta stabilita la data dell’intervento, si procederà ad un pre-ricovero per i consueti esami di routine e per il colloquio con l’anestesista; seguirà il ricovero.

Si entra in ospedale il giorno dell’intervento, per essere dimessi generalmente il giorno successivo.

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Il ritorno in campo

Dopo l’intervento, si viene generalmente dimessi con una semplice medicazione ed un tutore walker fisso per 2/3 settimane; non è possibile, in questo frangente, appoggiare il peso del corpo.

Dal 15° giorno inizieranno la fisioterapia e la ginnastica in acqua (Idrokinesiterapia), al fine di recuperare la confidenza con il carico della posizione eretta; il recupero del carico completo comincia gradualmente dalla terza settimana.

Il ritorno al volante sarà concesso dopo 4/5 settimane; una cauta e graduale ripresa della corsa su terreni regolari sarà generalmente possibile a 2 mesi dall’intervento; attività sportive da contatto dopo 5 mesi.

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